Gabriele Basilico

Gabriele Basilico - Da Bord de mer, Mare del Nord

“Compito del fotografo è di lavorare sulla distanza, di prendere le misure, di trovare un equilibrio tra un qui e un là, di riordinare lo spazio, di cercare infine un senso possibile del luogo”.

Gabriele Basilico

E’ un fotografo che ho rivalutato moltissimo negli ultimi anni, dopo qualche perplessità iniziale.

Gabriele Basilico (1944 – 2013) esplora le trasformazioni del paesaggio contemporaneo, la forma e l’identità delle città e delle metropoli, attraverso una rigorosa documentazione dello spazio urbano.
Sceglie come soggetti vedute urbane, complessi industriali, grattacieli, edifici abbandonati, usando la fotografia come mezzo per comprendere la realtà che lo circonda.

Crea un’ininterrotta narrazione dei luoghi, indagando le singole città e al tempo stesso ponendole in relazione tra loro, restituendo allo spettatore la straordinaria articolazione degli scenari urbani nei quali vive l’uomo contemporaneo.
Affronta il tema della città come complesso e raffinato prodotto dell’economia e della storia, per raccontarne il costante processo di stratificazione e contaminazione che la modella.

La fotografia di Basilico trova ispirazione nel metodo analitico che segna la grande fotografia documentaria del novecento, nella fotografia di Charles Sheeler, nello sguardo aperto e democratico di Walker Evans – suo vero maestro – e nella metodicità concettuale dei coniugi Becher.

Basilico racconta la città attraverso l’oggettività delle forme geometriche volute e pensate dall’uomo, rappresentando il reale con una particolare enfasi sull’essenzialità volumetrica, sull’articolazione degli spazi, tramite una sintesi compositiva rigorosa, un’illuminazione trasparente e una nitidezza di visione rese attraverso un limpido bianco e nero.

La rigorosa orchestrazione architettonica di forme e spazio, descritta con minuziosa impassibilità, è l’assoluta protagonista della sua fotografia, che rappresenta la silenziosa contemplazione di un ambiente spesso claustrofobico e monumentale, dove l’uomo, artefice e costruttore di uno spazio antropizzato che contiene una storia e un vissuto e che continua a parlare di lui, è ormai completamente assente da questa metafisica veduta.

Foto: Gabriele Basilico – Da “Bord de mer”, Mare del Nord, Francia 1984-1985

Roberto Morosetti