Duane Michals

Duane Michals Things are queer, 1973

La fotografia concettuale è un tipo di fotografia che si potrebbe considerare agli antipodi del fotogiornalismo.

Mentre in quest’ultimo il fotografo cattura (o dovrebbe catturare) immagini “reali” di cose che avvengono in quel preciso istante e che si manifestano davanti all’obiettivo della sua fotocamera… nella fotografia concettuale – un po’ come accade nelle arti, nella musica, nella letteratura – il fotografo concepisce nella mente una scena che poi realizza per comunicare un pensiero attraverso la visione di simboli o metafore visive.

Spesso la fotografia concettuale fa uso di sequenze omogenee composte da più scatti legati da un preciso filone narrativo, in cui l’aspetto tematico finisce col mettere in secondo piano le singole immagini, fino, quasi, ad annullarne l’importanza.

Il fotografo americano Duane Michals, nato nel 1932, è considerato uno dei maestri della fotografia concettuale sviluppata in sequenze.

La famosissima sequenza che desidero mostrare è legata agli anni della mia giovinezza, quando più o meno diciottenne già da tempo mi ero affacciato al mondo della fotografia.
Vidi questa sequenza pubblicata su un magazine tedesco uscito in occasione della Photokina del 1974 e ne rimasi affascinato, scoprendo per la prima volta una dimensione della fotografia del tutto diversa da ciò che fino ad allora avevo conosciuto.

Nella prima immagine vediamo una stanza da bagno.
Nella seconda irrompono piede e polpaccio di un “gigante”, di un personaggio sproporzionato.
Nella terza scopriamo che in realtà si tratta di un modellino di bagno esposto nella vetrina di un negozio di sanitari.

Nella quarta ci accorgiamo del fatto che ciò che vediamo non è altro che un’illustrazione di una pagina di un libro.
Nella quinta siamo alle spalle dell’uomo che sta leggendo quel libro.
Nella sesta ci allontaniamo dall’uomo, e lo vediamo procedere all’interno di una specie di tunnel.

Nella settima capiamo che il tutto è semplicemente un quadretto incorniciato.
Ma… dov’è appeso quel quadro?… E’ appeso sopra il lavabo del bagno che vedevamo nella prima fotografia.
Ed ecco di nuovo, per finire, la prima fotografia della serie, dalla quale si potrebbe ricominciare lungo un percorso circolare infinito.

E’ una sequenza che inganna con sofisticato umorismo lo spettatore.
Ciò che sembra reale viene contraddetto ogni volta nella fotografia successiva, fino a mettere in discussione la dimensione, lo spazio e la capacità di distinguere il vero da ciò che non lo è.

Attraverso associazioni di idee, metafore, allegorie, tutto il lavoro di Michals è una ricerca alla scoperta dell’interiorità dell’uomo, attraverso l’esplorazione dei sogni e delle illusioni.

(Il suggerimento è sempre quello di guardare l’immagine sul monitor di un computer piuttosto che su un cellulare. Suggerimento ancor più pressante nel caso di immagini come questa).

Foto: Duane Michals – Things are queer, 1973

Roberto Morosetti